Il lato amaro del social media marketing management

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Il lato amaro del social media marketing manager (freelance e non)

Dicono che fare il social media manager sia il lavoro del futuro, dicono che ormai la digital transformation sia trasversale a tutti i settori e che sia in continua crescita. Dicono..e pare che sia pure vero!

Quando ho iniziato il mio lavoro con STAY TUNED! la prospettiva e l’entusiasmo erano floridi, ed è cosi ancora! Ma…quello che non dicono è che sia molto complicato dare un valore concreto al nostro lavoro perché la percezione del valore di ciò che fa un social media manager è ancora flebile per molti settori.

La difficoltà sta nel far intuire la differenza tra l’avere un account Facebook e il gestire un account Facebook; apparentemente potrebbe sembrare la stessa cosa, ma tra l’avere un canale social e la sua gestione c’è di mezzo un oceano fatto di formazione, conferenze, aggiornamenti, studio, università, esperienza, ecc. ecc.

Spesso accade che il valore differenziale che può fare un social media manager non venga colto, questo accade perché non è ancora diffuso il concetto che il modo di comunicare sia radicalmente cambiato e che dei social “si possa fare a meno” o che “tanto cosa ci vuole a gestirli“. Si tratta di pensieri che possono apparire logici nel contesto storico attuale in cui la parola Budget è più scandalosa di una parola scandalosa (ammesso che qualcosa ci scandalizzi ancora); tuttavia quello che non appare logico, è l’incapacità di adattamento di alcune realtà aziendali nei confronti di un ambiente comunicativo radicalmente cambiato.

Questa visione poco lungimirante, spesso non dà l’opportunità a chi si occupa di social media management, di esplicitare dei punti fondamentali:

  • Il budget necessario per comunicare online non ha nulla a che vedere con i budget di comunicazione tradizionali;
  • Non essere sui social media oggi, significa non essere sui mercati;
  • Evitare una comunicazione diretta, più empatica e one-to-one con il consumatore, determina una perdita di valore che può comportare la perdita di un cliente.
  • La strategia che un social media manager può aiutare a costruire nel tempo e nello spazio, è fondamentale per raggiungere la corretta target audience;
  • Il social media manager non pubblica tre post su Facebook, quella è solo la punta dell’iceberg;
  • I risultati che derivano dalla comunicazione sui social media, si possono misurare ma non sono immediati, ci vuole tempo!

Questi sono solo alcuni dei punti fondamentali ai quali un social media manager deve far fronte molto spesso.

Infatti accade di frequente che un cliente decida di “abbandonare la nave” solo dopo pochi mesi perché non sono arrivati i risultati sperati nell’immediato e senza aver considerato la necessaria coerenza tra la comunicazione online e quella offline.

Probabilmente il vero problema deriva da una cultura del digitale non completamente radicata, sopratutto in alcuni settori.  Sta quindi a noi social media manager portare cultura e valore, ma allo stesso tempo spetta al cliente essere aperto al cambiamento.

Non è la specie più forte a sopravvivere, nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.

C. Darwin

 

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