Intervista ad Andrea Anastasi: pallavolo & social media

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L’intervista: Anastasi, la pallavolo e i social media

I social media possono assumere moltissime sfumature in base alle realtà che vi stanno dietro. Per questa ragione ho deciso di intervistare un Big del volley per scoprire in che modo un influencer sportivo, utilizzi questi potenti mezzi di comunicazione. Stiamo parlando di Andrea Anastasi, la cui carriera vanta di un curriculum non trascurabile, infatti oltre ad essere stato pluri-campione in qualità di giocatore, viene sopratutto riconosciuto come grande allenatore. Nella Nazionale italiana vince 2 ori e un argento alla World League, 1 oro e un argento agli europei e un bronzo alle Olimpiadi di Sidney; come CT della Spagna vince un oro agli Europei e come CT della Nazionale Polacca, guadagna prima il terzo posto sia alla World League, sia agli Europei  e sempre nello stesso anno vince la medaglia d’argento alla World Cup in Giappone e che gli ha permesso di volare ai Giochi Olimpici di Londra. L’anno successivo ottiene la vittoria nella World League e prima vittoria della Nazionale Polacca.

I successi non si limitano alle medaglie vinte, perché Anastasi ha un ottimo seguito anche sui social network: 23500 follower su Twitter e 24700 follower su Instagram con un engagement non indifferente. Inoltrenonostante non esista una pagina ufficiale su Facebook a nome di Andrea Anastasi, è stata creata una pagina spontanea che conta più di 2500 like.

Ma ora vediamo cosa ne pensa dei social media l’allenatore del club polacco Lotos Trefl Gdansk, ormai famoso anche per i suoi famosi selfie con la squadra.

1.In che modo utilizzi i social media?

La mia idea è quella di utilizzare i social come una agenzia di PR, cercando di rendere  partecipi i miei  followers  (e non solo), del lavoro che sto facendo e delle situazioni che  sto vivendo. Racconto la mia vita pubblica in modo che tutti, e specialmente  gli addetti ai lavori, siano aggiornati su quello che faccio.

2.Quanto sono utili per il tuo lavoro i social?

Personalmente ritengo i social una parte  importante del mio lavoro e credo che siano utili specialmente per un coach come me che negli  ultimi 10 anni ne ha fatti 7 all’estero. E’ importante che tutti  siano aggiornati sul mio lavoro e su quello che sto facendo.

3.Secondo te, i social media quali opportunità possono dare al mondo della pallavolo?

La pallavolo sta andando di pari passo con i social media, la gente segue i profili dei giocatori e degli allenatori, perché ci tengono aggiornati velocemente su quello che accade nel nostro mondo. Io stesso sono un follower di pagine web importanti, club di tutto il mondo, federazioni e tutto quello che riguarda la pallavolo. Ogni giorno controllo i social per tenermi  aggiornato e li ritengo molto utili.

4.Considerato il numero di follower, possiamo ritenerti un influencer nell’ambiente della pallavolo; percepisci questa responsabilità e la necessità di comunicare su questi mezzi in modo consapevole?

Assolutamente! Sento la responsabilità di quello che scrivo e di come lo scrivo. Ogni volta cerco di rispettare  il pensiero altrui e mi metto sempre nei panni di chi legge i miei post. Al giorno d’oggi troppe persone usano  i social in modo improprio e personale.  Credo sia fondamentale avere un’etica  professionale e sociale molto elevata. Per quanto mi riguarda so esattamente che ho molti giovani  che mi seguono e per questo motivo cerco di scrivere  post o mettere foto che raccontino in positivo la mia storia, pensando sempre a chi c’è dall’altra parte del telefono o Pc.

 

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